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ALESSANDRO E ANA

Intanto c’è la difficoltà di trovar loro una definizione su misura.
Tipografi? Stampatori? Artigiani dell’era globale?
“Siamo makers – dicono loro, scegliendo la più avanzata delle formule -. Ci occupiamo dell’intero processo di produzione, dall’idea al disegno su software fino alla stampa manuale”.
Lo studio/officina di Alessandro Carissimo e Ana Kaan, nel cuore di Vienna, è una tipografia post moderna: poltrone e oggetti di modernariato, le pareti linde, mensole bianche minimaliste, barattoli di inchiostro multicolor sistemati con ordine maniacale, e tre presse antiche: una Leipzig Phoenix1 della fine dell’Ottocento, e due più recenti, degli Anni Cinquanta, appena arrivate dalla Germania e dalla Svizzera.

Una delle cose più belle che mi siano capitate tra le mani, ultimamente, è un biglietto d’invito con il loro logo, Carissimo Letterpress. Su carta spessa artigianale, una scritta che è come un bassorilievo. Perché c’è carta stampata a mano, e carta stampata punto. La differenza è quella che può correre tra una collana di gemme preziose e una di pietre dure; tra una tela d’autore e una brutta copia. Anche l’occhio meno allenato coglie la differenza.

I love spaghetti

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Stampare con tecnica artigiana è un’arte. Carta, inchiostro certo. Ma anche una forza di braccia considerevole, tenuto conto che i caratteri restano impressi grazie alla pressione: occorre calibrarla bene. Ci vuole pratica, abilità, molta pazienza. Ogni pezzo in ogni caso è diverso dall’altro.
Alessandro e Ana sono specializzati nella tecnica letterpress, che è una tecnica di stampa tipografica sofisticata, che imprime la carta con evidenza. I caratteri e i disegni, grazie alla pressione esercitata con queste macchine antiche, lasciano sulla carta un rilievo profondo percepibile al tatto.
In tempi di consumi e letture digitali, il loro saper fare artigiano assume un valore e un peso culturale ancora più radicato. Sebbene non suggerisca alcun ritorno al passato. Anzi. “L’aspetto particolare è la fusione di questa antica tecnica tipografica con la tecnologia – spiega Alessandro -. I nostri disegni sono fatti a mano oppure con il computer. Generiamo file con programmi moderni di software, dopodiché i disegni vengono trasformati in lastre fotopolimere, ed è sulla base di queste lastre che poi stampiamo”.
La fase di stampa, va da sé, è manualità pura. “Ogni problema che si presenta dev’essere risolto in modo empirico, tentativo dopo tentativo – spiega Alessandro -. Si usa un solo colore alla volta, dunque la macchina dev’essere pulita ogni volta, disattivata e riattivata”.

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In compenso i loro prodotti sono piccoli capolavori di qualità, dai colori, che grazie a questa tecnica risultano molto vivi, alla carta, di cotone, tra le migliori carte artigiane prodotte in Italia. Inviti, biglietti da visita, stampe, oggetti personalizzati, quaderni, libricini… anche la rilegatura è fatta a mano.

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Alessandro e Ana si sono conosciuti a Milano. Lui ha studiato graphic design all’Accademia di Comunicazione. “Da bambino volevo fare il pubblicitario – racconta – poi, strada facendo, la grafica e tutto ciò che ha a che fare con le arti visive hanno finito per conquistarmi”. Lei, austriaca di Graz, ha frequentato la Domus Academy, e per tre anni è stata designer di accessori e bijoux da Marni.
“Ultimamente l’agenzia pubblicitaria per la quale lavoravo si stava trasformando in studio pr, un lavoro che non mi appassiona – racconta Alessandro – e allora ho detto ad Ana: andiamo in Australia, stiamo via un anno, vediamo cosa succede”. “Io ci ho pensato un po’ – dice lei – poi mi sono convinta, ho lasciato tutto, ho detto va bene. Siamo stati sei mesi a Sidney, e i mesi successivi da sud a nord, e di nuovo a sud in macchina”.
L’idea della stampa a mano l’avevano già avuta a Milano, ma è stato in Australia che hanno sviluppato il loro progetto d’impresa, ispirandosi ai numerosi studi di graphic design che utilizzano la tecnica letterpress.
Perché Vienna, alla fine? “Perché siamo nel cuore dell’Europa, e i nostri clienti sono già qui – dicono – E poi perché in Italia è più facile aver credito dopo che ti sei fatto un nome all’estero”.
Il lavoro va, gli estimatori dei loro prodotti aumentano giorno dopo giorno. Numerose le collaborazioni, anche importanti. “La gratificazione più bella? Quando è arrivata la prima committenza dall’Italia!”.

photo credit: Detailsinn.at

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Paolamosc

21 commenti su “ALESSANDRO E ANA

  1. Vittorio

    gia’, perche’ tornare in Italia? Le varie soprintendenze riuscirebbero a mettere vincoli perfino sulle quelle stupende macchine che usate…

     
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  2. giuseppe

    questa è una bella testimonianza. Ci fa capire che recuperare un mestiere artigiano arricchendolo con i mezzi dell’era globale, può essere la strada. Complimenti!

     
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  3. Ana & Alessandro

    Grazie a tutti per il feedback positivo!

    I nostri prodotti li potete acquistare dal nostro shop online www. carissimo-letterpress.com

    Per richieste e progetti ad hoc contattateci direttamente via email: hello@carissimo-letterpress.com

    Per avere aggiornamenti sui i nostri prodotti seguiteci su Facebook o iscrivetevi alla newsletter

    Saluti da Vienna
    Ana & Alessandro

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  4. lupodimare

    la bravura da sola non basta se non si ha il coraggio di osare…. questi ragazzi mi pare abbiano osato parecchio, sia per aver messo su un’attività ex novo, sia per il tipo di attività così insolita. Un esempio da imitare.

     
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  5. Luigi

    bella quella pressa, chissa’ che fatica manovrarla con precisione
    Un pensierino per l’Italia io pero’ lo farei…

     
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  6. Sergio

    sulla bravura niente da dire. Sul coraggio non so…
    forse il vero coraggio è non lasciarsi impressionare dall’Italia e decidere di restare (o tornare)

     
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