le cose che non invecchiano

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In questi pomeriggi di riposo costretto, causa influenza, ho rivisto una serie di classici americani.
Caccia al ladro, 1955, regia di Alfred Hitchcock, resta tra i miei preferiti.
Conoscendo a memoria la trama, le battute di Grace Kelly e i suoi cambi d’abito, il numero di vedute dall’alto della Costa Azzurra, il tempo e la scena precisa in cui Hitchcock fa la sua muta comparsa, mi sono soffermata su un altro dettaglio:
le righe senza tempo di Cary Grant.

(Edith Head, la costumista, vincitrice di 8 premi Oscar – Vacanze Romane e Sabrina sono altri due tra i tanti film in cui ha lasciato il segno – è la donna che ha rastrellato in assoluto più statuette in tutta la storia del cinema).

Paolamosc

17 commenti su “le cose che non invecchiano

  1. Emanuela

    c’è un estro, una capacità, un valore di mestiere nella figura del costumista -sono quasi sempre tutte donne- che non sempre vengono riconosciuti.
    Il cinema non sono solo i registi e gli attori, ma figure professionali “minori” e un universo di maestranze senza le quali il fantastico mondo di celluloide non esisterebbe.

     
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  2. Antonia

    se vuoi farci credere che l’eleganza di Cary Grant era merito della costumista pluripremiata, sei fuori strada. Affascinante e senza tempo lo sarebbe stato comunque, con e senza quei vestiti addosso.

     
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  3. luigi

    tutte a dire quant’è figo quant’è bello…ragazze, un po’ di contegno!
    il focus del post era un altro. Era su un dettaglio di stile mi pare, le righe.
    siete in grado di dire qualcosa di interessante sull’intramontabilità di una maglietta a righe?

     
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  4. Manu

    bè..vediamo…
    tu cell’hai una maglietta con le righe? E ti rende intramontabile, o sei già vecchio e tramontato?
    facce vede.

     
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  5. la Prof

    Le righe non invecchiano perché sono espressione di uno stile essenziale. E come tutte le cose essenziali, oltrepassano indenni i tempi e le mode.
    Rimandano a un’idea di rigore lieve, divertente, di vita avventurosa come quella dei sailor men, sanno di salsedine e di vento nei capelli.
    Sono il tratto stilistico più snob che esista: belle, ma donano solo a pochi. Misurometro di stile e di eleganza, rivelano inestetismi e chili di troppo. Se invece sei perfetto, faranno di te un dio.
    Cary Grant docet.

     
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  6. Angela

    anch’io ho amato molto quel film. La trama è solo il contorno a un mondo da sogno raccontato con levità e ironia, dove le ereditiere vestivano da ereditiere e i gentiluomini erano gentiluomini.

     
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  7. Mariof

    il film l’ho visto molte volte anch’io, ma ero sempre distratto da quella Alpine roaster blu con interni in pelle beige (a proposito di cose che non invecchiano): più bella perfino della chioma bionda che stava al volante.

     
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  8. Annalaura

    E’ nella top ten dei film della mia vita.
    Una delle rare volte in cui Hitchcock riuscì a evitare i toni del noir, riempendo la pellicola di leggerezza, eleganza e colore. Bellissima la scena al mercato dei fiori, ve la ricordate?

     
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  9. valeria m.

    …proprio vero…le ereditiere vestivano da ereditiere, oggi invece (s)vestono Cavalli e D-Squared; e i gentiluomini…mah, saranno in pre-pensionamento

     
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  10. Barbara

    Cary Grant aveva fascino Nche quando, nel film Ero uno sposo di guerra, recitava vestito da donna. Il taglio perfetto dei suoi abiti (Intrigo internazionale, sempre di Hitchcock), le sue interpretazioni intense (Notorius, Il sospetto, sempre di Hitchcock) fanno di lui il simbolo dell’eleganza maschile senza tempo, al di sopra dei tempi e delle mode. Non sono molti gli uomini che possono indossare con stile una maglietta a righe!
    PS Concordo con te Paola: questi film sono un culto. Anche io li conosco a memoria e non mi stanco mai di riguardarli poichè noto ogni volta dettagli nuovi.

     
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  11. Annalaura

    oggi pomeriggio ho rivisto Indiscreto, un ottimo Cary Grant con una strabiliante Ingrid Berman.
    E ho pensato che se la sua fosse stata semplicemente eleganza, e cioè taglio perfetto degli abiti, oggi non staremmo neanche a parlarne. E’ invece quel suo muoversi, dentro abiti perfetti, con eleganza e sulla corda costante dell’ironia che lo rendono perfetto e senza tempo.
    Sono d’accordo con Paola e con Barbara: questi film andrebbero rivisti, più e più volte. S’imparano cose che, rispolverarle oggi, non farebbe niente male.

     
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