Alain-Delon-e-Monica-Vitti-ne-L’eclisse-1962

#nonnenasconopiu’

Ovvero: Monica Vitti &co vs Sabrina Ferilli

Sì, d’accordo, siamo contenti, l’orgoglio campanilistico è stato largamente soddisfatto.
Va bene per l’Oscar, va bene per la rinascita del cinema italiano (ritornello istituzional-politico diventato indigesto nel giro di una settimana).
Ma in tutta questa storia c’è pure una Grande Vuotezza: di attori italiani simbolo di un’era e di un paese, di qualcuno che vada oltre er cinema de Roma, di icone esportabili. Di miti.

Paolamosc

29 commenti su “#nonnenasconopiu’

  1. Maria Rita

    Il film di Sorrentino si può non ascoltare ma non “non guardare” (mi si passi la doppia negazione!)!
    È, secondo me, un esercizio di stile che il regista si è concesso, è la sua macchina da presa la vera protagonista del film, tutto il resto è secondario: la storia, gli attori…
    Le riprese, i colori, i punti di vista, i cambi di scena: tutto è perfetto… E non c’è in realtà una storia, una trama (ho faticato a raccontarla a mio marito che non lo ha visto!…), non importa chi siano gli attori… C’è “solo” una grande regia!…
    È vero di attori VERI, quelli di una volta, non ne nascono più, però godiamoci almeno qualche bravo regista!…

     
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  2. Vittorio

    …non sono esportabili, osservazione giustissima. Lo stesso Servillo, un mostro di bravura per carità, ma difficilmente lo vedrei in un film dei fratelli Cohen.

     
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  3. Cri

    qualche “pezzo” esportabile ce lo abbiamo, dai.
    Valeria Marini è stata diretta da Bigas Luna. Com’era il titolo?
    La Bombola, la Bambola…

     
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  4. giovanni

    Vitti vs. Ferilli? Ma é come sparare contro la Croce Rossa o andare a caccia di passerotti con un cannone. Suvvia, cerchiamo di essere seri e di proporre sfide sostenibili…

     
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  5. Manu

    ma la Ferilli è molto più di un’attrice, è la coscia lunga della sinistra. No, quella era la Parietti…è il lato B del Pd di Renzi: vuoi mettere?

     
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  6. Angela

    avrei inserito anche Virna Lisi in quella bella carrellata fotografica di attori mitici.
    Non ne nascono più, quanto è vero!

     
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  7. giuseppe

    non sarà che il mito ha bisogno di essere alimentato?
    chessò, morte improvvisa o prematura, vita sregolata, eccessi…?

     
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  8. francesco

    un mito non ha bisogno di artifici né di morire precocemente per diventare tale.
    Maryl Streep, Al Pacino, De Niro, Jack Nicholson, Sean Penn… sono vivi e vegeti e camminano già nell’olimpo dei miti.
    Faccio fatica a trovare un-nome-uno tra gli attori italiani viventi che a un mito possa anche solo lontanamente assomigliare.

     
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  9. Loredana

    il cinema italiano si loda e si sbroda. Gli attori pure.
    Grande vuotezza di modestia, oltre che di nomi esportabili.

     
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  10. Maria Rita

    …ma vogliamo invece parlare di chi ci “importiamo”?!… Ozpetek. Sono stata attratta – come credo una buona fetta di leccesi – dalla curiosità ma non ho impiegato più di due minuti a pentirmi di essere andata a vedere “allacciate le cinture”… Trama: la solita…gay e malati gravi. Coincidenze a titolo gratuito, dubbi a fine film inutili, accento locale ipermarcato (…ma perché?!…), esibizione di ogni qualsiasi rimando alla città di Lecce (cameo del sindaco compreso!). Più che un film sembra uno spot pubblicitario pro Lecce 2019!…

     
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  11. Eli

    volevo fare un commento sulla penuria di attori mitici italiani (condivido!), ma chi mi precede ha espresso una verità ancora più urgente…
    Sono andata anch’io a vedere il film di Ozpetek. Ero stata attratta dal battage sui social network (operazione di marketing potente, devo dire), e da lui che diceva: nel mio film si ride e si piange…
    Eh no, caro Ozpetek! Nel tuo film non si piange affatto.
    La verità vera è che il tuo film è un pianto!!!!

     
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  12. paolap

    non entro nel merito di alcun film, non credo fosse nemmeno lo spirito del post…
    la mancanza di attori-icone è data dal fatto che non abbiamo una grande tradizione attoriale cinematografica in italia; molto più una teatrale invece.
    Ma il teatro è per pochi si sa, e non produce icone.
    Gassman è stato l’unica splendente trasversale iconica eccezione.

     
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  13. ladygaga

    beh, dai…
    Giorgio Pasotti e Ambra Angiolini, daje e ridaje, ce la faranno un giorno a diventare muti.
    ops, miti volvo dire…

     
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  14. Dario

    sono anche le grosse produzioni, oltre a quello che chiamano lo “star system”, che contribuiscono a creare e ad alimentare un mito.
    bravissimi interpreti come Pierfrancesco Favino, Filippo Timi, Kim Rossi Stuart, lo stesso Albanese, in un contesto americano funzionerebbero molto meglio…
    diciamo che sono degli attori/icone potenziali.
    Il problema è che in Italia mancano le occasioni.

     
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  15. elena

    io a questa giovane generazione di attori italiani che promette bene, darei fiducia.
    I simboli, le icone, si costruiscono con il tempo.
    La non-esportabilità è il vero problema, che è indipendente dalla bravura o meno degli interpreti.

     
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  16. Daniela V.

    …se fosse stato un cinema esportabile, avrebbe impiegato un po’ meno di quindici anni prima di ri-vincere un Oscar, o no?

     
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